728 X 90

I tessuti veneziani

By venezia — October 06, 2012

Venezia non è solo la città del vetro soffiato, altrettanto famosi e mirabili sono i tessuti veneziani. Tessuti d’artigianato artistico, basti pensare allo stretto legame che esiste fra la città di Venezia e l’arte dell’Arazzo. Arredo fondamentale ed immancabile nelle ricche case borghesi, gli arazzi assolvono il duplice compito di decorare le stanze e di proteggere l’interno delle case dal freddo e dall’umidità, creando una sorta di intercapedine fra le pareti e l’interno della stanza.
L’arazzo non è semplicemente un tessuto: arazzi artistici decorano non solo le case, ma anche le chiese, i teatri e persino le imbarcazioni. Ma non solo arazzi, anche sete e velluti fanno parte integrante della storia e dell’artigianato locali: un viaggio alla scoperta dei tessuti veneziani è un vero e proprio itinerario turistico, che ci porta per un attimo indietro nel tempo, quando Venezia divenne famosa non solo per la lavorazione del vetro, ma anche per la produzione di sete, stoffe, velluti preziosi. Un esempio dei bellissimi tessuti Rubelli VeneziaI tessuti veneziani divennero infatti famosi, richiesti ed esportati in tutta Europa durante il XII secolo, quando grazie allo stretto legame con con Bisanzio, le sete ed i velluti della città si impreziosirono con una lavorazione sempre più ricca e preziosa, al punti da essere ammirati ovunque.
Le tecniche di lavorazione e decorazione dei tessuti si affinarono ulteriormente durante il XIV secolo, quando alle maestranze tessili della città si unirono molti esuli provenienti da Lucca e dalla stessa Bisanzio e la produzione di tessuti preziosi e finemente lavorati aumentò, sia quantitativamente che qualitativamente.
Tra i tessuti veneziani più richiesti ed ammirati, troviamo in special modo quelli di seta e di cotone, materiali che venivano importati tramite la fitta rete di traffici commerciali con l’Oriente, e quelli di lana, che venivano lavorate, nella fase iniziale, non a Venezia ma nell’entroterra, in diverse zone della pianura veneta. L’esternalizzazione delle prime fasi della lavorazione della lana era dovuta principalmente a motivi pratici. Innanzitutto, il lavaggio della lana che precede la lavorazione, richiede moltissima acqua corrente, che era di più immediata disponibilità nelle zone pianeggianti della Pianura Padana, e produce acque reflue di difficile smaltimento all’interno della città lagunare. Secondariamente, le operazioni di tintura comportano un odore assai forte e sgradevole, anch’esso di non facile dispersione all’interno della città. Il comparto del tessile che faceva capo a Venezia, ha attraversato virtualmente indenne diversi secoli ed ancora oggi presenta una produzione ricchissima, che unisce la tradizione alle nuove tecniche di lavorazione del tessuto. I tessuti veneziani più conosciuti sono il velluto, la cui lavorazione si diffuse a Venezia durante il XIV secolo, il damasco, la cui lavorazione venne importatta a Venezia nel XII secolo e che, a partire dal XVII secolo, venne impreziosito utilizzando fili d’oro e d’argento, impreziosimento che, con l’aggiunta di effetti in rilievo, diede vita, nel 700, alla nascita del broccato.. La lavorazione del damasco è una lavorazione a due fili, effettuata tramite nodi ed occhielli. Questo tipo di lavorazione, che si esegue oggi su telaio Jacquard, consiste in un’armatura a raso diritto, con i motivi e le decorazioni lavorate a raso rovescio che presentando una diversa opacità, sfruttano la diversa opacità della tessitura per evidenziare i decori. Il damasco non ha quindi un vero e proprio lato diritto ed un lato rovescio, è un tessuto double face, anche se tradizionalmente viene considerato come diritto il lato in cui il disegno è formato dalla trama, ovvero il lato in cui il fondo è più lucido.
Nel corso dei secoli, le decorazioni ideate dai tessitori veneziani sono innumerevoli e molte sono quelle che vengono ancora oggi utilizzate per impreziosire oggetti d’arredamento o nell’alta moda.
Il nostro itinerario fra i tessuti veneziani potrebbe partire proprio da qui: dall’archivio della Tesseria Bevilaqua, che raccoglie più di 3500 disegni di preziose decorazioni, largamente utilizzate anche oggi presso la cui sede possiamo vedere numerosi e perfettamente conservati telai con cui nel 700 venivano lavorati i tessuti.
Ma i tessuti veneziani non sono solo storia che si è sviluppata fino ai nostri giorni: nello stupendo Palazzo Loredan Grifalconi, troviamo la sede di una tradizione antica nata in tempi moderni: le creazioni di Roberta Di Camerino, marchio di spicco nel Made in Italy, che nel 1950 iniziò a produrre borse fatte con tessuti di velluto riccamente e finemente lavorati a mano, utilizzando antichi telai veneziani. La linea di capi di abbigliamento disegnati da Roberta Di Camerino, nasce poco dopo, nel 1960, utilizzando la tecnica del trompe l’oeil, che riporta sulle stoffe l’illusione di veri e propri motivi pittorici. La produzione di capi di abbigliamento affianca, ma non sostituisce quello che è il segno distintivo del marchio, ovvero la lavorazione preziosa dell’accessorio.
I tessuti artistici della ditta Fortuny, ispirati a disegni di matrice orientale ed ai dipinti del Rinascimento veneziano, fanno parimenti parte della storia e della tradizione dei tessuti veneziani. Lo Spagnolo Mariano Fortuny, Veneziano d’adozione, coniuga la tradizione della lavorazione dei tessuti veneziani con una tecnica di stampa innovativa, ancora oggi tenuta rgorosamente segreta.
Storici sono anche i motivi di stampo bizantino e veneziano dei bellissimi velluti stampati ancora oggi a mano dalla famiglia Gaggio. La ditta Rubelli, una delle ditte veneziane più conosciute, è invece specializza nella tessitura e, accanto ai più moderni macchinari, troviamo ancora oggi in funzione telai risalenti al 700. L’archivio storico che contiene documenti tessili provenienti da ogni parte del mondo, è un viaggio attraverso la storia compiuto sulle ali delle splendide decorazioni che testimoniano lo sviluppo del gusto e dell’arte nel corso del tempo. I bellissimi broccati di questa produzione sono un’emozione da vedere e da toccare con mano nella sede dell’azienda, sita nella storica dimora della Regina di Cipro Caterina Cornaro, il Palazzo corner, che si affaccia sul Canal Grande.
Un itinerario alla scoperta dei tessuti veneziani, è un viaggio lungo la storia che ci farà guardare i tessuti utilizzati per la decorazione delle gondole in modo completamente nuovo e ci permetterà di apprezzare a comprendere appieno anche i tessuti più moderni.

Foto proveniente da: http://hotelprovatopervoi.blogspot.it/, http://atcasa.corriere.it/

(1) Reader Comment

  1. Luca Padovan
    May 30, 2016 at 7:10 pm

    C'è un errore da correggere. La stilista non si chiamava Roberta Camerini, bensì Roberta Di Camerino. Saluti, Luca

Leave A Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Diventa FAN anche tu!

Veneziani nel mondo

Veneziani nel mondo